Sanremo : le Vallette più belle delle canzoni in gara

Stasera e domani sera la modella ceca sarà sostituita da Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Ebbene sì, due grandi ritorni sul palco dell’Ariston.  Elisabetta e Belen i gioielli di questo festival, erano già annunciate per la serata di Mercoledì ma, a quanto pare è scattato velocemente il piano B.

belen canalis

 

Eccovi le canzoni in gara:

Arisa – “La notte

Il brano è emotivo, una ballad che mostra (finalmente) le capacità vocali dell’artista. Non un singolo “giocoso”, non ironico, perfettamente sanremese con sfumature rock. Un pezzo che si presta all’ascolto radiofonico. Non sembra lei, viene da dire. E viste le sue ultime dichiarazioni, è esattamente nei suoi progetti scollarsi di dosso l’immagine di “Sincerità”.

Pierdavide Carone – “Nanì

Un pezzo di puro cantautorato, sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista strettamente commerciale ha pochissimo da dare, si distacca totalmente dal pubblico che lo ha portato al successo. È “alto” ma con una tematica che sembra apparentemente provocatoria e “facile”, ma che invece è molto delicata. È un singolo rischioso, probabilmente non conquisterà nemmeno la critica. Ma mai dire mai.

Dolcenera – “Ci vediamo a casa

Ritmo, interpretazione carica, un testo importante. L’inizio straniante esplode in un ritornello più pop, certamente radiofonico (dove viene accolta sempre molto bene, è un canale di diffusione della sua musica che sfrutta parecchio). È un brano che non rivoluziona stile e genere come le è solito. È fresco, con degli aspetti molto interessanti, altri decisamente meno. Sicuramente gran voce.

Berté – D’Alessio – “Respirare

Il brano è di D’Alessio e questo lo si intende benissimo dal testo, ma la sonorità è disco dance anni ‘80. Un brano che per alcuni aspetti che è ancora troppo presto per spiegarci, potrebbe diventare un cult (sul web, nei karaoke). Piacerà molto ai fan, perché mescola bene le due identità (più accademica l’una, più sfarzosa e rock l’altra).

Eugenio Finardi – “E tu lo chiami Dio

Incantevole, importante, maestoso. Con un testo stupendo. Un brano delicato, ha molti aspetti che rimandano a un’interpretazione femminile. La sua è molto intima, descrittiva. Molto teatrale, ma nel senso positivo e emotivo del termine.

Marlene Kuntz – “Canzone per un figlio

Rock, rock, rock all’apparenza. Certamente ha sfumature più “country” (scusate il termine) e accese del repertorio della band che conosciamo, come più dark, crepuscolare. Ha un bel testo, l’interpretazione è elegante e energica senza mai strafare. C’è tanto di buono. Un singolo più commerciale del solito, senza banalizzarsi.

Chiara Civello – “Al posto del mondo

Approccio neo melodico, pochi influssi del suo repertorio noto. Da riascoltare. Sembra un volto giovane prestato a un brano “vecchio”, con poche potenzialità di successo. Ma mai dire mai.

Francesco Renga – “La tua bellezza

Un brano rock sontuoso, elegante, avvolgente nel muro sonoro dell’arrangiamento. Ottima interpretazione. Forse nulla di nuovo sotto il sole, ma alcuni passaggi sorprendono. Sarà il personaggio, sarà il livello di coinvolgimento nell’esibizione, ma conquista. È uno dei nomi favoriti.

Matia Bazar – “Sei tu

Il brano rientra nei brani “divas”, molto interpretati, femminili. Il brano mescola bene delicatezza e energia. Un brano intenso, quasi un tango. Punta a essere nuovo manifesto della band  dopo il ritorno di Silva Mezzanotte. Punta in alto, è molto dentro il contesto espressivo di Sanremo.

Nina Zilli – “Per sempre

Il brano non sembra nuovo al primo ascolto, è una ballad romantica che punta molto sulla femminilità e sull’eleganza. Il fatto che cambia tutto è l’interpretazione dell’artista, che è unica. Echeggia Mina, ma con incredibile modernità. Bravissima.

Emma Marrone – “Non è l’inferno

Le giovani fan rimarranno un po’ destabilizzate, ma è arrivato il momento di fare una svolta, un salto. È raro sentire un brano così efficace dal punto di vista pop rock, che però ha dentro un tema di attualità così denso. Arriva al primo ascolto, è praticamente inattaccabile.

Irene Fornaciari – “Grande mistero

Berté Gigi-DAlesso

Finalmente una base complessa, un suono che viene voglia di esplorare con maggiore attenzione. Il testo è di Davide Van De Sfroos, garanzia di totale senso onirico e folk della realtà. È una canzone molto orecchiabile. Bel pezzo, sopra le aspettative.

Samuele Bersani – “Un pallone

Un brano “giocherellone”, divertente. Un pezzo con contenuti seri, affrontati in una cornice “leggera”. Un testo pieno, ricchissimo di aspetti e di parole. Ricorda quelle colonne sonore delle commedie di inizio anni ‘90, ma più ricco di senso chiaramente. Piacerà ai fan? Sicuramente sì, si apre a un pubblico che potrebbe avere fan anche i bambini. Non è una battuta.

Noemi – “Sono solo parole

Un testo attualissimo, una ballad rock, un’interpretazione non ruffiana. Prende subito al cuore. Ricorda il potere evocativo dei brani lenti (gli ultimi) di Jovanotti. Ottimo pezzo.