Camicia bianca

Abbigliamento Uomo

Che non ci si rammaricherebbe di avere comprato e di cui si vorrebbe possederne molte copie? Che starebbe bene con tutto, con un jeans, un costume elegante, un costume meno elegante, un pantalone chino, un golf, una giacca a doppio petto? Che non cadrebbe a pezzi dopo tre lavaggi, che non si consumerebbe prematuramente, che non costerebbe 300 euro, e che – culmine del lusso – non necessiterebbe di tre ore per essere stirata? Mi fermo qua. I lettori di questo blog l’avranno capito.

Camicia bianca

Tutti saranno d’accordo per dire che, come minimo, la camicia bianca ideale dovrebbe essere: 1/ opaca; 2/ morbida; 3/ leggera, 4/ avere sufficientemente vestibilità per valorizzare colui che la indossa. Quindi questa ricerca apparentemente così semplice della camicia bianca perfetta richiede in realtà una conoscenza elementare non solo dei tipi di tessuto per camicia in modo da poterne apprezzare a pieno la finezza, ma anche dei tipi di fibre utilizzate, e, trattandosi di un prodotto confezionato, dei tipi di taglio, dei polsini e dei colletti disponibili sul mercato. Tutto ciò affinché la camicia in questione possa rispondere, probabilmente non a tutte le necessità ed occasioni (un anno è fatto di molte stagioni), ma al maggior numero di contesti e di utilizzi, dal più al meno formale, dall’elegante al quotidiano.
Tessuti per camiceria

Non si può veramente apprezzare un tessuto se non si sa com’è stato realizzato. L’armatura di un tessuto è il risultato dell’intersezione dei fili di ordito (verticali, tesi sul telaio) e dei fili di trama (orizzontali, inseriti con il passaggio della navetta). Senza entrare nei dettagli, diciamo che esistono tre armature di base: l’armatura tela (l’intreccio più facile), l’armatura saia (armatura con intreccio a diagonali) e l’armatura raso (di cui non parleremo qui).

1/ Principali tessuti di cotone ad armatura tela: il popeline, il fil-à-fil, l’Oxford, il Pin Point, il batista, il chambray, il voile ed il zephir.

Il popeline è un tessuto al contempo fitto e fine in cui fili di ordito risultano leggermente più sottili rispetto a quelli di trama. I fili di trama si intrecciano regolarmente con quelli di ordito per formare una scacchiera. E’ un tessuto molto versatile che può essere utilizzato sia in contesto lavorativo che in circostanze più formali.

Il fil-à-fil è una forma di popeline basato sull’intersezione dei fili di ordito con quelli di trama, alternando fili bianchi e colorati. È per definizione più casual del popeline.

L’ Oxford è un tessuto con armatura intrecciata derivata da quella tela, risulta un po’ meno fine e formale rispetto al popeline o al batiste. Contrariamente al popeline, i fili di ordito, più sottili e colorati rispetto ai fili di trama bianchi, sono tessuti due per volta. Più morbido del popeline, l’Oxford è anche più resistente e sicuramente ideale per delle camice sportive.

Il Royal Oxford, tessuto con fili molto più sottili, costituisce la versione lusso dell’Oxford. La sua morbidezza è garantita.

Il Pin Point è un tessuto misto fatto di popeline e di Oxford (con fili di ordito colorati), realizzato con fibre di cotone extra-lunghe. E’ pertanto adatto a molti usi.

Il batista (in origine questa parola indicava un tessuto di lino) è un tessuto regolare molto fine, leggero, soffice e traslucido, tessuto con fili di qualità superiore.

Il chambray è un tessuto in cui fili di ordito colorati (indaco nel caso del denim) si alternano ad una trama écru.

Il voile è un tessuto traslucido e morbido costituito da fili pettinati che hanno subito una torsione, in semplice o in doppio.

Il zephir, infine, è un tessuto leggero e soffice, più arioso del simile popeline, molto adatto per la stagione estiva.

2/ Tessuti ad armatura saia: il twill, lo spigato, il piqué di cotone

Contrariamente all’armatura tela (fili a 90°), quella saia è un’armatura con struttura diagonale. Essendo il numero di intersezioni a filo identico minore rispetto a quello di un’armatura tela, richiede l’utilizzo di un numero molto maggiore di fili. Utilizzando più filo, la titolazione risulta più elevata, ed essendo la titolazione più elevata, il tessuto risulta più morbido e difficile da sgualcire.

Il twill si riconosce per le sue linee oblique chiamate coste. Il filo di ordito passa in modo alterno sotto un filo di trama, quindi sopra due. Facile da stirare, il twill gode anche di un’ottima vestibilità.

Vicino al twill, il caratteristico disegno dello spigato è dovuto al senso alterno della trama.

Il piqué di cotone è fatto a partire da un’armatura ondulata derivante da quella saia. L’utilizzo di uno o più fili supplementari (in ordito e/o in trama) creano un rilievo regolare.

Possiamo ora tornare alle qualità evocate all’inizio, ed in particolare alla prima: una camicia bianca dev’essere perfettamente opaca. Da quanto abbiamo potuto vedere finora sembrerebbe che né il batista, né il voile, né il zephir costituirebbero delle buone scelte per una camicia bianca, se non per la stagione estiva.

Tra tutti i tessuti per camicia comunemente usati, il piqué è certamente quello più opaco, seguito dall’Oxford, quindi dal twill e dal popeline, voile e zephir in chiusura.

Tra gli stessi, il twill è senza dubbio quello più elegante, l’ Oxford il più casual, il popeline la via di mezzo tra i due.
Finezza del tessuto

Per giudicare la finezza di un tessuto, si deve guardare la sua grammatura relativa (per unità di misura) o la sua titolazione o il conteggio dei fili (numero di fili di ordito e numero di fili di trama per unità di misura). Più il numero di fili è elevato, più il tessuto risulterà opaco, resistente e duraturo, meno suscettibile al restringimento ed allo sfilacciamento.

Il numero del filo (titolazione) è attribuito in funzione al peso e alla lunghezza del filo. Il numero più comune dei tessuti per camicia è il numero inglese cotone. Più il filo utilizzato è sottile, più il suo numero sarà elevato; più il numero del filo è elevato, più il tessuto risulterà morbido e resistente, ma anche facile da sgualcire e costoso. Mentre la titolazione dei tessuti per camiceria varia da 16 a 200, i tessuti utilizzati per il confezionamento si situano di solito tra gli 80 e i 100. Non bisogna inoltre dimenticare che un tessuto può essere ad intreccio semplice (si leggerà allora 100/1, 120/1, ecc.), o ad intreccio per torsione – con il famoso doppio (o triplo) ritorto: fili semplici ritorti assieme per 2 o per 3 per formare un solo filo. I ritorti sono in teoria una garanzia per avere dei fili omogenei e regolari. Attenzione tuttavia alle false pubblicità! Il vero doppio ritorto è un 2×2, in altre parole è doppiamente ritorto, sia sulla trama CHE sull’ordito. Un doppio ritorto con un filo 120/2 in ordito ed un filo 120/1 in trama è una frode.
Lunghezza della fibra di cotone

I tessuti più fini possono essere realizzati soltanto a partire da fibre extra-lunghe. Le fibre extra-lunghe sono:
– il cotone Pima, d’origine peruviana, molto morbido e resistente, non avente subito alcun trattamento chimico (“Supima” è il nome dell’etichetta americana del cotone Pima);
– il cotone Giza, d’origine egiziana (benché il cotone egiziano sia un cotone di qualità, la qualificazione cotone egiziano non garantisce da sola fibre extra-lunghe);
– il Sea Island Cotton d’origine peruviana o orientale; piantato alle Bahamas negli anni 1780, oggi viene coltivato soprattutto sulla costa Occidentale degli Stati Uniti.

Non c’è da stupirsi quindi se le fibre extra-lunghe, sono anche le più morbide, le più rare e le più ricercate. Motivo per cui viene spesso dato di leggere che Pima, Giza e Sea Island sono per il cotone ciò che la Rolls-Royce è per l’automobile. La lunghezza delle fibre e la finezza del filo ottenuto influenzano ovviamente il prezzo. Una rapida occhiata all’offerta del su misura di Belisario (citato solamente come esempio) basterà per convincersene.
Colletti e polsini

Tralasciando i colletti casual (abbottonato, coreano, “ufficiale”), ci concentreremo qui sui due principali colletti d’uso comune: il colletto classico ed il colletto alla francese.

Il colletto classico (turn down collar) è un ampio colletto ripiegato le cui punte possono essere più o meno distanti tra loro. Offre il vantaggio di essere allo stesso tempo formale e discreto.

Il colletto alla francese (cutaway collar o anche spread collar), le cui punte sembrano arretrarsi, ha la particolarità di lasciare aperta la base del collo e permette di fare un nodo più ampio alla cravatta. Contrariamente ad un’idea diffusa, con colletto alla francese viene spesso indicato il colletto semi-francese, dallo stile meno marcato.

Il colletto più elegante è senza dubbio il colletto alla francese full spread: si tratta di un colletto molto ampio, molto arretrato, il più raffinato e il più chic tra i colletti.

Nota: un collo molto lungo può essere visivamente accorciato allargando leggermente il colletto, e viceversa. Attenzione! Un colletto troppo aperto tenderà però a comprimere la sagoma degli uomini di media altezza. Per rimediare a quest’effetto, è possibile scegliere un colletto più alto.

Nonostante la grande varietà di polsini disponibili, è sempre raccomandabile optare per dei polsini rotondi, classici e polivalenti. Si eviterà così qualsiasi scelta di cattivo gusto.
Il taglio

Taglio classico, attillato, sagomato, semi-sagomato, slim, extra-slim, regular, come orientarsi tra tutti questi nomi? Sicuramente sta qui la principale difficoltà. Alcuni marchi napoletani distinguono tra il taglio slim e quello extra-slim. Il taglio slim corrisponde ad un taglio attillato, la taglia extra-slim ad uno molto attillato. Per quanto riguarda il regular fit, equivale al nostro taglio classico.

A differenza di una camicia con taglio diritto (adatta alle taglie forti), la camicia a taglio classico non ha tendenza a sventolare, cosa ancora più vera per quanto riguarda la camicia a taglio sagomato. La sagomatura consiste nello seguire i contorni naturali del corpo stringendo la camicia sui fianchi, si presta quindi principalmente a due tipi di morfologia: quella snella e quella atletica. Le persone poco corpulente possono quindi optare senza rischio per un taglio classico. In caso di dubbio, una prova è meglio di qualsiasi discorso.
Conclusione provvisoria

La camicia bianca ideale esiste? Al di là del taglio, che esclude qualsiasi nozione di gusto, il popeline e il twill sembrano poter costituire una scelta universale. La scelta del colletto, più soggettiva, dipende in gran parte dalle esigenze.

 

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