Tarassaco usi medicinali della pianta magica

Tarassaco usi medicinali

TARASSACO (Taraxacum officinale) La pianta di tarassaco contiene diverse vitamine: b1,b2, vitamina c ed e. La radice è ricca di acido linolico e acido linoleico.

La pianta di tarassaco ha diverse proprietà: antispasmodica, diuretica, antireumatica.
Con la pianta si può preparare un decotto che viene impiegato contro l’inappetenza, può essere usato inoltre contro la stipsi infatti ha comprovate proprietà lassative. L’infuso viene impiegato anche localmente sulla pelle per schiarirla e tonificarla.

Volgarmente il Tarassaco è chiamato anche Dente di leone, Soffione, Piscialetto, Ingrassaporci, Bofarella, Cicoria selvaggio e Cicoria burda. Questa pianta, nei prati artificiali considerata un’

erbaccia fastidiosa, rappresenta un’erba medicinale preziosa per l’umanità sofferente. Fiorisce in aprile e maggio lungo tutti i viot- toli, nei prati e nei campi erbosi, un tappeto giallo di fiori che ogni

anno ritorna ad entusiasmarci. La pianta evita i luoghi troppo umidi. La distinguono 2 caratteristiche molto appariscenti: essa giova contro le colecistopatie e le epatopatie. Se ne raccolgono le foglie prima della fioritura, le radici in primavera e autunno e gli steli durante la fioritura. Tutta la pianta

è medicinale, lo stessa ho preso l’abitudine in primavera di portare t u t t a la pianta in tavola come insalata o di preparare per la cena un’insalata mescolata con patate e uova sode. Trovandomi in Yugoslavia per una cura, notai che ai villeggianti, oltre le altre insalate fresche, veniva servita tutti i giorni una scodellina d’insalata di Tarassaco. Il medico, uno specialista celebre,

rispose alla mia domanda in merito che il Tarassaco aveva un’ ottima influenza sul fegato. Oggi so che gli steli freschi, ove se ne mangino da cinque a sei al giorno, portano rapido sollievo contro l’epatite cronica (dolore acuto e pungente fin sotto la scapola destra).

Giovano altresì contro il diabete. Sarebbe opportuno che i diabetici ne mangiassero fino a dieci gambi al giorno durante il periodo della fioritura. Si lavano gli steli con l’infiorescenza ancora attaccata, la quale viene poi asportata, e infine si mangiano gli steli masticando lentamente. Lo stelo, in un primo momento ha un sapore amarognolo, è croccante e succoso e si presenta al palato come una foglia di endivia. Persone sempre malaticce che si sentono fiacche e svogliate, dovrebbero fare quindici giorni

di cura a base di freschi steli di Tarassaco. Saranno sorpresi dell’eccellente effetto ottenuto.

Tarassaco usi medicinali della pianta magica

Gli stessi aiutano anche contro altri disturbi. Liberano dal prurito della pelle, dal lichen semplice e dagli sfoghi, migliorano i s u c c h i gastrici e depurano lo stomaco da ogni sorta di sostanze tossiche. Riescono a sciogliere i calcoli biliari e stimolano l’attività del fegato e della colecisti. Oltre ai sali minerali, il Tarassaco contiene importanti principi medicinali e ricostituenti che sono utilissimi contro le malattie del ricambio. A causa della sua azione disintossicante sul sangue esso aiuta inoltre contro la g o t t a e d i r e u m a t i s m i ; i gonfiori delle ghiandole si riassorbono quando si riesce a seguire la cura degli steli freschi per tre o quattro settimane. Il Tarassaco porta ad ottimi risultati anche nella cura dell’itterizia e delle malattie della milza.

Le radici del Tarassaco, mangiate crude, o sotto forma di tisana ricavata dopo l’essiccazione, hanno un effetto disintossicante del sangue, aiutano la digestione e sono diuretiche, favoriscono la sudorazione e t o n i f i c a n o . Rendono fluido il sangue e sono considerate un ottimo rimedio contro la viscosità. Tutti gli erbari riferiscono che le donne si servivano della tisana di foglie e radici come cosmetico. Con essa solevano lavarsi o c c h i e viso «sperando in tal modo di ottenere un volto puro». La pianta fa parte di quelle che non si riposano durante i mesi invernali e producono foglie anche durante la stagione fredda.

Ogni anno, in primavera, mi preparo uno sciroppo di fiori di Tarassaco che ha un ottimo sapore e giova alla salute.

Mia madre una volta incontrò una donna che nel suo grembiule raccolto portava fiori di Tarassaco.

Quando le chiese che c o s a ne avrebbe fatto, imparammo la ricetta dello squisito sciroppo che qui Vi riporto affinchè la possiate copiare:

versare un litro d’acqua fredda su quattro manciate abbondanti di fiori di Tarassaco e portarlo lentamente all’ebollizione. Appena alzato il bollore, tirare via la pentola dal fornello e lasciare riposare il tutto per una notte. Il giorno appresso versare tutto in un setaccio, lasciarlo sgocciolare e spremere i fiori con entrambe le mani. Al succo così ottenuto aggiungere ora 1 kg di zucchero di canna e la metà di un limone tagliato a fette. Più limone darebbe un sapore acre. Rimettere la pentola senza coperchio sul fornello. Onde mantenere tutte le vitamine, tenere la f i a m m a il più basso possibile. Così il liquido evapora senza bollire. Lasciare raffreddare la massa una o due volte. Non deve risultare troppo densa altrimenti si cristallizzerebbe dopo un periodo prolungato di conservazione, ma neanche troppo liquida, per evitare che inacidisca. Deve diventare uno sciroppo denso che, spalmato sul panino o su una fetta di pane imburrato, ha un ottimo sapore.

Una volta capitò che un falegname venne a lavorare presso di noi, cui per la cena avevo preparato un piatto di affettato, mentre la nostra famiglia si dilettava con fette di pane imburrate e spalmate con lo sciroppo di Tarassaco fresco e squisito. Al nostro falegname venne voglia di assaggiarne un po’. Nella sua qualità di apicultore non voleva credermi che fossi stata io stessa a preparare questo «miele». Fu entusiasta e sostenne che lo sciroppo non era quasi distinguibile dal vero miele. A questo punto vorrei aggiungere che i malati di reni non sopportano bene l’acidità del vero miele mentre lo sciroppo di Tarassaco viene tollerato meglio.

Questa preziosa pianta medicinale o c c u p a un posto significativo nella medicina popolare. Purtroppo la maggior parte della gente la disprezza e vede in lei soltanto un’erbaccia noiosa. Durante una processione del Corpus Domini notai un portabandiera il cui viso era deturpato dall’acne. Richiamai l’attenzione di sua madre sull’effetto disintossicante della Ortica e del Tarassaco. Nemmeno la madre conosceva il Tarassaco pur non abitando in una grande c i t t à ma in un piccolo centro come il nostro. Quando le descrissi la pianta, mi rispose risentita che simili erbacce non erano davvero adatte a suo figlio.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Per una notte lasciar riposare un cucchiaino colmo di radici di Tarassaco in 1/4 di litro

d’acqua; il giorno appresso riscaldare il tutto fino all’ebollizione e filtrarlo. Sorseggiare

questo quantitativo una mezza ora prima e una mezz’ora dopo la colazione.

Insalata: Prepararla di foglie e steli freschi e crudi (vedi

Steli: Masticare lentamente e mangiare ogni giorno da 5 a 10 steli crudi e freschi.

Sciroppo: Vedi sopra.