Sindrome da stanchezza cronica

Sindrome da stanchezza cronica

SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA : La sindrome da fatica cronica può comparire lentamente oppure all’improvviso. I pazienti in cui compare lentamente diventano progressivamente sempre più stanchi nell’arco di alcune settimane od alcuni mesi. I pazienti in cui compare all’improvviso si sentono improvvisamente stanchissimi da un giorno all’altro.

Diagnostica per punti di Sindrome da stanchezza cronica

– Febbricola
– Infezioni ricorrenti alla gola
– Dolori ai linfonodi
– Debolezza muscolare
– Dolori muscolari
– Affaticamento prolungato in seguito ad attività fisica
– Cefalea ricorrente
– Artralgia
– Depressione
– Disturbi del sonno (ipersonnia o insonnia

Motivazioni patologiche di Sindrome da stanchezza cronica:

– Sindrome della mononucleosi cronica
– Influenza o malattia di Yuppie (influenza cronicizzata)
– Altre forme virali che si cronicizzano come ad esempio la patologia da HIV (AIDS), e il virus dell’epatite C che causa un epatite virale attiva
– Neuromiastenia post infettiva sia batterica che virale (anche da numerosi virus che cronicizzano l’infezione)
– Disfunzioni immunitarie
– Malattie autoimmuni
– Epatopatie anche da tossici sia esogeni che endogeni.
– Pure sostanze tossiche che vanno in circolo sia esogene che endogene
– Sindrome da stanchezza cronica nelle forme tumorali localizzate o diffuse
– Sindromi neurologiche depressive
– Insufficienza cardiaca
– Insufficienza renale soprattutto se porta alla dialisi
– Uso di farmaci (moltissimi farmaci sono in grado di provocare una stanchezza cronica ,dalle benzodiazepine ai fenotiazinici, agli ipotensivi, ai farmaci per il cuore ai farmaci anti rigetto, antidepressivi ecc)
– Botulismo endogeno da stitichezza o da flora intestinale alcalina (quasi misconosciuta dalla classe medica ma molto diffusa)
– Mancanza di nutrienti essenziali, dagli aminoacidi, alle vitamine agli oligoelementi
– Squilibri elettrolitici, soprattutto se c’è carenza endogena di potassio e di magnesio.

A parte le varie voci che possiamo chiarire punto –punto e per questo potete farmi delle domande, io vorrei sottolineare il Botulismo endogeno dell’adulto. Si perché è una sindrome misconosciuta anche dalla classe medica. Purtroppo vi è un accenno solo sul grosso testo dell’Harrison (il più qualificato per la medicina):
Il botulismo si classifica in quattro categorie:
– Il botulismo da ferita difficilmente letale
– Il botulismo alimentare, molto spesso letale (le spore liberano la tossina nei prodotti alimentari, generalmente sott’oglio ed in ambiente alcalino)
– Il botulismo infantile conseguente all’ingestione di spore ed alla liberazione di tossina nell’intestino dei neonati
– Il botulismo dell’adulto praticamente identico al botulismo infantile (si tenga presente che il Clostridium Botulinum è comunissimo nel terreno e quindi anche nella verdura non ben lavata.)

La tossina botulinica è estremamente tossica ed ha una selettività per i neuroni motori e non per quelli sensitivi; quando si lega ai neuroni si lega in modo quasi permanente, per mesi, pertanto anche nelle intossicazioni esogene si deve spesso mantenere il soggetto intubato per mesi, perché incapace di respirare. Egli presenta una paralisi flaccida dei muscoli, e quindi anche del diaframma, ma senza coinvolgimento dei neuroni sensitivi, per cui resta perfettamente lucido e consapevole del suo stato. Nelle forme intestinali da intossicazione endogena da tossina si possono avere infiniti gradi di gravità, da una leggera debolezza, ad una debolezza più marcata, ad un incapacità di reggersi sulle gambe, fino ad una completa incapacità di muovere i muscoli motori, e quindi il paziente si riduce a letto immobile e spesso intubato. Il grave è che le forme medie e gravi hanno gli stessi sintomi di una Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e troppo spesso si confonde una SLA con un intossicazione da tossina botulinica. Per fare una diagnosi differenziale occorrerebbe fare un dosaggio della tossina botulinica nelle feci, ma in pratica è un dosaggio che non si fa mai, non so per quale motivo, forse perché i testi medici trattano questa patologia solo con poche righe. Una richiesta di ricerca della tossina botulinica nelle feci (ad uno che non si reggeva sulle gambe) è ritornata indietro ed il paziente mi ha riferito che il laboratorista gli ha detto “ma il Dott. Sauro è diventato matto?” Il grave è che troppo spesso anche una SLA non si riesce a diagnosticare tramite una risonanza magnetica (RMN) o una TAC con mezzo di contrasto, e pure la puntura del midollo non da una diagnosi significativa. Oltretutto c’è da dire che anche un intossicazione da tossina botulinica provoca danni neuronali, a livello dei neuroni motori, del tutto simili a quelli che si riscontrano in una SLA. Il grave è che quando si manifesta un intossicazione botulinica per presenza del Botulinum nelle feci, si manifesta anche una paralisi intestinale, quindi il soggetto scarica sempre meno con conseguente produzione di tossina per lo sviluppo di un ambiente sempre più alcalino nell’intestino. E la tossina che già di per se tende a restare legata per mesi ai neuroni motori, si lega sempre di più per anni o finché il soggetto non muore per insufficienza respiratoria. Avuto un esperienza diretta di Botulismo in un soggetto adulto (fra l’altro marito della sorella di mia cognata). Questi ha avuto la bella idea di mangiarsi una fiorentina (oltre un kg di carne) ed ha manifestato subito una stitichezza che non ha voluto curare nonostante i consigli; poco dopo ha cominciato a manifestarsi una paralisi ai muscoli che è andata aggravandosi estendendosi a tutti i muscoli, finché ha dovuto essere tracheostomizzato (e per lui è stato un dramma immenso perché era perfettamente lucido); era già stata posta la diagnosi di SLA. Una richiesta di ricerca nelle feci di tossina botulinica non è stata fatta, perché , così hanno detto “non è possibile che ci sia la tossina botulinica nelle feci”, ed alla osservazione che c’era scritto sull’Harrison hanno avuto il coraggio di rispondere “ma l’Harrison si sarà sbagliato” (SIC) Al che , pensato di mandare le feci in un altro paese es la Germania, ma l’evoluzione verso la morte di quel mio paziente è stata talmente rapida che in pochi mesi se n’è andato . Un’altra paziente affetta da SLA, ma lo è da sette anni, è riuscita a stabilizzarsi quando si è trovato il purgante giusto; inoltre la paziente prende fermenti lattici che combattono il Botulinum, di procurargli una flora intestinale acida. Solo da quando ho attuato questi provvedimenti la patologia si è fermata; pur essendo perennemente allettata ed incapace di fare qualsiasi movimento (si esprime muovendo gli occhi) , la figlia gli prepara dei frullati di frutta che creano una flora intestinale acida; in passato si era tentato di alimentarla con gli alimenti già pronti che fornisce l’ASL, però in quel periodo era peggiorata, poiché quegli alimenti già pronti favoriscono una flora intestinale alcalina. Il fatto che sia ancora viva dopo sette anni di SLA e praticamente stabile dopo che si sono attuate queste cure (5 anni), è un indice piuttosto forte.
Calciatori che sono così soggetti a SLA, molto spesso cadono a terra ed ingeriscono terriccio (nella terra il Clostridium Botulinum c’è sempre); poi un po per l’alimentazione (si ha l’idea che la carne sia indispensabile per una buona attività fisica, intendo la carne in abbondanza), gli allenamenti e le partite molto frequenti impediscono una giusta defecazione, si crea un ambiente alcalino intestinale con la presenza del Botulinum, si produce la tossina botulinica e si manifesta quella che viene diagnosticata come SLA.