Cancro alimentazione e dieta secondo John Hopkins

dieta

Cancro alimentazione e dieta secondo John Hopkins l’attività fisica influisce positivamente sull’invecchiamento dell’organismo. Un secondo fattore è rappresentato dalla una dieta ipocalorica.


E anche una routine sana, psicologicamente parlando, è un elemento determinante per vivere più a lungo. Tra i centenari, è raro che  le persone soffrano di ansia e di depressione. Tenersi mentalmente attivi e motivati; dedicarsi a occupazioni gratificanti; rispondere allo stress in modo non distruttivo; evitare la solitudine e sviluppare saldi legami con gli amici, la famiglia e il gruppo sociale; avere una vita sessuale e amorosa appagante, anche in tarda età; avere fede in qualche cosa (un ideale, una divinità) che travalichi i limiti dell’esistenza individuale.

Anche se sembra semplice, l’uomo ha cercato e continua a cercare fuori di sé ciò che potrebbe trovare tranquillamente dentro lo spettro delle sue possibilità.
La parola magica, la pozione miracolosa, la sorgente antivecchiaia è una sola, accessibile a tutti: Prevenzione.

Le ipotesi sulle cause dell’invecchiamento sono molte,  ma si parla sempre più spesso dei radicali liberi (prodotti secondari del metabolismo ossidativo) come dei principali
responsabili della degenerazione cellulare.
Si calcola che l’organismo umano sia approssimativamente costituito da 100 miliardi di cellule. Nell’età senile, più della metà hanno la struttura biologica alterata e molti esperti attribuiscono tale decadenza proprio alla tossiemia (accumulo di tossine nell’organismo), i cui effetti negativi si riflettono soprattutto sul sistema circolatorio: chiusura progressiva dei capillari e insufficienza degenerativa delle arterie.
Con un eccesso di grassi nell’organismo, il cuore fatica di più e i tessuti ricevono meno nutrimento e ossigeno. Risultati: non senilità ma invecchiamento precoce e rischio di infarto. Comunque, a fronte di una pluralità di ipotesi scientifiche sulle cause dell’invecchiamento, c’è un punto su cui tutti gli studiosi concordano: ogni longevo ha seguito per tutta la vita (volente o nolente, consciamente o inconsciamente) una serie di regole.
Facendo una somma degli studi effettuati negli ultimi decenni sui longevi e i luoghi in cui vivono, si trae una conclusione confortante: in teoria tutti potremmo tagliare il traguardo dei cento anni in piena forma, osservando un “vademecum” suggerito dagli stessi vegliardi. Ci sono infatti delle “costanti” fisiche, comportamentali e ambientali le quali caratterizzano la vita degli  ultracentenari ancora sani e attivi.
“Campiamo cento anni con una alimentazione povera a base di cipolla e peperoncino” così dicono gli abitanti di Campo di Mele (Latina) che vanta la popolazione più longeva d’ ltalia

Dall’osservazione globale dei soggetti, emerge comunque che le due costanti più ricorrenti e fondamentali sono:

1) Attività fisica. Moderata. Un’attività fisica intensa o agonistica può accelerare l’invecchiamento.

2) Dieta, sostanzialmente ipocalorica e prevalentemente (o anche totalmente) vegetariana.

Quindi anche una dieta sbagliata sarebbe causa dell’invecchiamento precoce e di una serie di malattie, degenerative e non, che effettiva mente accorciano la vita.  La battaglia per la salute e la giovinezza si combatte soprattutto a tavola, con un’alimentazione adeguata a neutralizzare i “radicali liberi”, che portano danni al DNA.

Fra i falsi miti sulla longevità, è da sfatare la convinzione che oggi la vita si sia allungata di parecchi anni. Quella che gli statistici chiamano ” speranza di vita”, è un fattore che può trarre in inganno. Quella che è in tempi moderni aumentata è  “l’età media di morte”, che è tutt’ altra cosa, ed incide su di essa la mortalità infantile (primo anno di vita),

Con una concezione eccessivamente fideista nel progresso, abbiamo creduto che tutti i “primitivi” del pianeta facessero una vita disperata, morissero come mosche e la loro età media superasse di poco i trent’anni. In realtà abbiamo attribuito anche ad altri, erroneamente, la pessima situazione sanitaria che l’Europa ha subito fino al secolo scorso, come se tutte le società preindustriali soffrissero delle stesse condizioni di arretratezza. L’arrivo della nostra “civiltà” ha invece, per esempio, portato degenerazione e distrutto molte delle remote oasi di longevità esistenti nel mondo. La Valle dell’Hunza, scoperta negli anni Cinquanta, fu colonizzata dai nostri “vizi” (alcol, zucchero, cibi raffinati): nel giro di trent’anni la popolazione ha iniziato a contrarre malattie prima sconosciute (per esempio la carie) e non vive più fino a 120 anni, come sovente accadeva.


LE REGOLE PER VIVERE SANI

* Mangiare poco, e solo se si ha veramente fame. La sovralimentazione è nemica della longevità.
* Evitare tutti gli stimolanti e le “droghe”(caffè, tè, cioccolato, alcol, tabacco), lo zucchero e le bevande gassate.
* Mangiare molta verdura e frutta biologica, meglio se cruda, i cui agenti antiossidanti combattono efficacemente i “radicali liberi”.
* Mantenere sempre l’intestino pulito (la stitichezza provoca tossiemia), consumando cibi ricchi di fibre.
* Camminare ad andatura sostenuta (90/110 passi al minuto)per almeno mezz’ora tutti i giorni, evitare gli ascensori.
* Praticare un qualsiasi sport, anche a tarda età.
* Controllare quotidianamente il proprio peso corporeo e non superare mai quello ideale.
* Evitare abiti, cinture, busti e scarpe strette che fanno ristagnare il sangue.
* Vivere il presente (ovvero Carpe diem): è inutile arrovellarsi rivangando il passato o deprimersi pensando al futuro.
* Essere sempre attivi mentalmente ed emotivamente .
* Cercare la massima indipendenza. Assumere il pieno controllo della propria vita e accettare la piena responsabilità della propria salute e del proprio benessere.
* Sviluppare una rete di amicizie allegre e solidali.
* Lavorare a qualche cosa di significativo e di impegnativo per tutta la vita. Qualcosa in cui si creda.
* Viaggiare molto. Mantiene giovane lo spirito e allontana gli acciacchi.
* Adottare un atteggiamento flessibile e accettare i cambiamenti utili: anche in caso di “catastrofe”, bisogna azzerare tutto e ripartire con rinnovata energia ed entusiasmo.